COLTIVARE UN ORTO IN VASO

Coltivare un orto in vaso, seppure la produzione non può essere paragonata a quella in piena terra e dipende dalla quantità di vasi e loro grandezza, può dare comunque molte soddisfazioni. Esistono giardini pensili di straordinaria bellezza in grandi terrazzi o aree mattonate sopraelevate, ma già i balconi, un terrazzo o un cortile mattonato consentono di divertirsi, avere aromatiche sempre fresche a portata di mano e raccogliere alcuni saporiti, freschissimi e naturali ortaggi.

Il principale limite di tale coltura è la quantità di terra che può condizionare la qualità e quantità dei processi che la rendono vitale e fertile, ma con un'opportuna conduzione è possibile evitare o ridurre tale impoverimento. Nel seguito, in calce alle foto, riporto l’analisi visiva della terra di un vaso di circa 50 cm di diametro che ho dovuto dismettere.

Orto in vaso Rotazione annuale colture
Vaso in un ciclo delle colture ospitate. Questo vaso, ha ospitato, in Biodiversità, lo stesso ciclo di orticole ogni anno, (fave, insalate, endivie, agli, cipolle, porri, bietole, rucola, pomodori, basilico, prezzemolo)

Tale vaso ha ospitato, senza interruzione, ortaggi per più di dieci anni. La terra, senza nessun concime che non fosse il pacciame e le stesse radici degli ortaggi, è sempre stata fertile ed ha sempre ben prodotto ortaggi saporiti e naturali, nulla a che vedere con gli ortaggi ‘industriali’.

Orto-in-vaso-recupero-pacciame
Vaso da togliere a fine coltura, prima di essere svuotato con i residui delle colture che ha ospitato e recupero del prezioso pacciame

Da molti anni e lo faccio ancora, ho coltivato e coltivo anche ortaggi in vaso su un terrazzo al quinto piano, per la mia non più giovane madre che preferisce evitare i numerosi scalini, ma anche perché per me è una continua sfida magari con nuovi errori, ma anche colma di insegnamenti. Le cose anzidette per la coltura in piena terra, valgono quasi in toto anche per la coltivazione di un orto in vaso, la quale però, per la limitata quantità di terra, ha la necessità di qualche piccola attenzione in più.

Orto in vaso fertilità della terra
Il primo strato di terra di circa 15/20 cm con molte radici, (rizosfera) è il più fertile, di buona struttura e ricco di vita.

La prima questione da sfatare, è che per un orto in vaso, sono indispensabili concimi chimici che invece è meglio non usare, e che tra l’altro, spesso rimangono indecomposti, per debolezza vitale e carenza di sostanza organica nella terra troppo sfruttata. Al massimo e solo per alcune orticole particolarmente esigenti che lo gradiscono, si può usare, con la dovuta cautela, una manciata di stallatico ben maturo. I vasi forati nel fondo, devono avere un buon drenaggio da realizzare con cocci, pietre o brecciolino.

Orto-in-vaso-studio-sostanza-organica-terreno
Man mano che si va in profondità le radici diminuiscono e la terra è sempre più povera di sostanza organica, di vita, di aria ed è sempre più compatta. Si nota qualche ultimo pezzo di radice (probabilmente pomodoro) a 30/40 cm di profondità

Vanno poi riempiti, con un buon terriccio, lasciando liberi i primi 15 cm in alto. Il terriccio va mescolato con terra naturale per almeno un terzo, terra presa ad esempio, dai primi 20 cm di un prato, da un aiuola e comunque da un ambiente dove la terra è ricca di vita. I primi 15 cm senza terra, serviranno per contenere il preziosissimo pacciame.

orto in vaso stratificazione terriccio
La preparazione dei vasi consiste nella stratificazione Cocci-Terra-Pacciame

Riporto, per una buona coltivazione di un orto in vaso, il riepilogo dei vari punti da tenere presenti:

1) La grandezza minima ideale dei vasi sarebbe di circa 40/50cm di diametro o larghezza, ed altrettanto di altezza. Lunghi quanto si vuole. Vasi più piccoli possono ospitare aromatiche come il prezzemolo ed il basilico e qualche ortaggio poco esigente, come i ravanelli o le insalate.

2) Pacciamare (se occorre seminare togliere o spostare il pacciame provvisoriamente per rimetterlo gradualmente man mano che le orticole crescono). Integrare costantemente il pacciame, ricordandosi che il migliore e più completo è il misto.

3) Lasciare sempre le radici delle piante esaurite nel terreno, tagliandole 2 cm sotto la terra. Toglierne solo una parte nel caso la terra sia completamente esaurita. Riutilizzare per pacciame le parti aeree fatte a pezzi.

4) Massima attenzione all’esposizione

5) Se i vasi sono in plastica nera o di altro materiale che scalda troppo al forte sole, al fine di proteggere le radici e la vita terricola, dall’eccessivo accumulo di calore ed escursioni termiche, coprirli esternamente con rete o altro materiale ombreggiante.

6) Preferire le orticole non troppo esigenti evitando ad esempio i meloni, le zucche, le zucchine, o i carciofi.

7) Scegliere preferibilmente varietà mezzane o nane o piccoli frutti come le fragole.

8) Nel corso dell’anno ruotare le famiglie di orticole, inserendo almeno una leguminosa (fava o piselli).

9) Scegliere, quando possibile, le varietà a ciclo colturale breve, come le insalate da taglio (pronte dopo 20/30 gg, invece dei due tre mesi di quelle da cespo) o i ravanelli.

10) Per la raccolta delle colture da foglia da cespo utilizzare la mungitura in modo da prolungare la raccolta.

11) Consociare il più possibile, in modo da utilizzare bene e massimizzare il poco spazio a coltura e sfruttando al meglio le diverse profondità del vaso.

12) Integrare costantemente il pacciame, ricordandosi che il migliore è il misto (vedi pacciamatura)

13) Le orticole che, ben condotte, rendono di più in vaso sono le fave, i pomodori, alcune insalate, le endivie, agli, porri e cipolle, le bietole, gli spinaci e le cicorie tra le quali il radicchio. Ma si possono coltivare anche melanzane, peperoni, finocchi etc.

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