Cure per la crescita

L'OSSERVAZIONE E LA CONDUZIONE (spontanee e fiori)
Nell’orto sinergico naturale, dove la terra non viene mai zappata e le orticole convivono parzialmente con le spontanee, prima di decidere ed effettuare cure per la crescita delle piante, è indispensabile osservare. Questo perché l’ortolano, è un collaboratore della natura, la coadiuva, cerca di interpretare i suoi consigli e voleri.

Osservare prima di intervenire è il mdo migliore per curare le nostre piante
L’ortolano, è un collaboratore della natura, la coadiuva, cerca di interpretare i suoi consigli e voleri.

Se la natura decide di far nascere quella spontanea in quel determinato posto ha i suoi buoni motivi che spesso noi non riusciamo a comprendere. Prima di decidere se estirparla (casi sporadici), o tagliarla un cm sotto il colletto (lasciando le radici nel e la parte aerea sul terreno), oppure lasciarla perché aiuta le orticole, l’osservazione è fondamentale. Le spontanee, in natura sono tutte utili ed hanno assegnato un preciso compito. Oltre a fornire sostanza organica, dissodano il terreno, sono rifugio e casa per la micro e mini-fauna, alla quale forniscono energia e preziosi essudati radicali, proteggono il terreno dalle intemperie e dal caldo e freddo eccessivi.

Allo stato attuale delle conoscenze, le spontanee, scelte dalla natura, devono essere comunque controllate, poiché sono più forti delle orticole.
Ci sono spontane molto vigorose, tra le quali la Gramigna, il Convolvolo e la Potentilla che lasciate completamente libere di crescere possono togliere luce e nutrimento alle orticole. Eppure ho constatato che in alcune consociazioni, spontanee controllate con qualche eradicazione, ma principalmente con il solo taglio periodico alla base, aiutano l’orticola, come ad esempio la Gramigna con i Fagiolini.

Altre erbe poco infestanti e basse, invece possono non solo rimanere, ma aiutano le orticole a crescere, essere cibo per gasteropodi o altri animali ed essere repellenti per alcuni insetti ‘nocivi’. Occorre tenere però sempre ben presente che con diversi terreni e contesti climatici si possono ottenere risposte diverse dalla convivenza controllata di orticole e spontanee.

Se vogliamo una buona produzione, i fiori nell’orto naturale, non devono mancare. Oltre a rendere piacevole la vista dell’orto grazie ai loro stupendi colori, svolgono funzioni importanti come attirare le api e altri gli insetti impollinatori o predatori di insetti “nocivi”. Inoltre, alcuni fiori, emettere sostanze repellenti per alcuni insetti come le formiche o altri piccoli animali.

 

I SOSTEGNI
Per consentire la stabilità alle orticole rampicanti o comunque che crescono in altezza ed hanno bisogno di sostegni, si possono utilizzare paletti, canne, archi di tondino in ferro e legacci di vario tipo (la rafia per me è il migliore) disponibili in ogni rivendita.

Lucertola su pianta di fagiolini
Anche le lucertole gradiscono e usano i tutori per scorrazzare tra le foglie e cibarsi di insetti

Nei luoghi a rischio forti raffiche di vento si possono conficcare, con mazza, in profondità nel terreno alcuni paletti con renderanno la struttura più che solida. Per legare saldamente tra loro i tutori, che vanno anche ben conficcati nel terreno, servono legature più robuste, anche con filo di ferro, io preferisco usare fascette in plastica autobloccanti (anche se non naturali un valido compromesso), pratiche, veloci e robuste che a fine ciclo andranno correttamente smaltite, senza lasciarne residui sul terreno.

Una ottima consociazione che include la funzione di tutore è quella del Mais con i Fagioli o Fagiolini rampicanti e le Zucche. Il Mais svolge la funzione di tutore per i Fagioli e utilizza l’azoto che essi producono, mentre la rustica Zucca ricopre e mantiene fresco il terreno. Per realizzare questo trittico è fondamentale far crescere prima il Mais (circa 25 cm) e poi seminare a fianco i Fagioli. Le Zucche, invece, saranno piantate nel tempo e n modo che non tolgano luce al Mais ed ai Fagioli.

 

LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE
La prevenzione consiste nell’evitare le condizioni che possano indebolire le piante o che riescano a determinare l’attenuazione delle condizioni che favoriscono l’instaurarsi di patologie.

Favorire il benessere di una pianta aiuta a prevenire possibili malattie
Una pianta che cresce nelle condizioni ottimali sa difendersi molto bene da crittogame e parassiti

Si sente parlare molto di prevenzione per le patologie umane, ma poco per quelle delle piante e degli ortaggi, come mai? I fattori di rischio, pur diversi esistono per entrambi. L’uomo moderno, più che prevenire, pare preferisca intervenire al manifestarsi della malattia di cui spesso ne è lui stesso la causa. Una pianta che cresce nelle condizioni ottimali sa difendersi molto bene dagli attacchi di crittogame e insetti parassiti; se invece ha carenze nutrizionali, di esposizione, di amore ortolano è probabile che si ammali. Seppure le piante sono gli esseri viventi più vitali e robusti che ci sono sulla Terra, attualmente con i cambiamenti climatici in corso, e gli inquinamenti ambientali umani, sono sottoposti anch’esse a dura prova, per cui occorre favorire, per quanto possibile, l’ottimizzazione dei fattori positivi e la riduzione dei fattori negativi che possono incidere sulla loro salute.

Facciamone un riepilogo:
- Conoscere bene le esigenze dell’orticola
- Favorire la biodiversità in tutte le sue forme
- Evitare gli stress (idrico, termico e meccanico)
- Rispettare le distanze minime
- la corretta circolazione di aria tra le foglie
- il sufficiente irraggiamento della luce solare
- una buona concimazione carbonica
- costante disponibilità di sostanza organica e nutrienti minerali
- adeguate annaffiature
- continua osservazione e cura dell’ortolano

Insomma un buon stile di vita riduce i rischi di ammalarsi per l’uomo e questo vale anche per le orticole.

 

UN ESEMPIO ILLUMINANTE
I pidocchi o afidi, si sviluppano soprattutto nelle zone temperate e nei periodi, in cui le orticole producono molta linfa, ed in cui crescono le loro parti più tenere. Invece l’intenso freddo, il forte caldo estivo ed i venti ne ostacolano la diffusione. L’orto sinergico naturale, essendo un piccolo ecosistema, ne riduce notevolmente gli attacchi, anche perché è gradita casa per i loro predatori come le coccinelle. Le orticole concimate chimicamente ed a terra nuda, viceversa, ne sono spesso preda.

Splendida scarola dopo aver imparato dagli errori
ogni intervento ‘artificiale' che varia lo stato naturale dell’orto deve essere attentamente valutato e correlato alle condizioni ambientali del momento

Ricordo un anno, a novembre, nell’orto crescevano delle belle piante di scarola già con un intenso, verde cuore, poi ci fu un improvviso ribasso della temperatura; al fine di non ridurre la loro velocità di crescita, presi l’errata decisione di coprirle con pesante agritessuto. Senza che lo immaginassi, io stesso, lasciando coperte le piante anche dopo il successivo rialzo termico, fui la causa della nascita di un notevolissimo numero di afidi che riempirono i teneri cuori dei cespi.

Da quell’esperienza ne trassi un grande insegnamento: ogni intervento ‘artificiale’, pur minimale, che varia lo stato naturale dell’orto deve essere attentamente valutato e correlato alle condizioni ambientali del momento, e soprattutto bisogna re-intervenire prontamente al variare del clima.

 

FITOTERAPICI VEGETALI E INTERVENTI MANUALI
Nella coltivazione biologica, sono ammessi prodotti fitosanitari vegetali e minerali tra i quali il rame, che però stanno inquinando sempre più i terreni ed in alcuni casi anche le falde acquifere.

L'aglio può essere usato come fitoterapico naturale nella cura delle piante
L'aglio è un buon repellente per afidi, cimici, mosca della carota e altri parassiti

Nell’orto sinergico naturale per autoconsumo, seppure raramente, ho sempre e solo utilizzato macerati , infusi e decotti casalinghi di piante a portata di mano, utili come ‘attenuatori’ o preventori di patologie. Questo per tre motivi principali:
1) gli ortaggi li mangio io e i miei familiari
2) rispetto al 100% l’ambiente ed anzi lo aiuto
3) se la natura lo decide, e non riesco a trovare soluzioni nel suo ambito, so accettare la perdita di un singolo ortaggio.

Il macerato
Non è altro che parti di pianta immerse nell’acqua (preferibile piovana), nelle proporzioni indicate (vedi sotto). La macerazione può durare da due a dieci giorni secondo l’uso successivo. Il macerato deve essere ben girato almeno una volta al giorno, poi, prima dell’utilizzo, deve essere filtrato.

L’infuso
E’ come farsi una camomilla, ma con tempi piu’ lunghi. Si versa acqua bollente sulla parti di pianta e la si lascia immersa per 5/6 ore. Far raffreddare e filtrare.

Il decotto
Si mettono le parti del vegetale in acqua fredda per almeno 12 ore e poi si fanno bollire a fuoco lento per almeno venti minuti. Far raffreddare e filtrare.

Nel corso del 2017, anno particolarmente siccitoso, molto caldo e con clima semimpazzito, i fiori dei Fagiolini, che erano notevolmente stressati, cadevano in terra prima di legare. In anni precedenti, la natura aveva deciso di ostacolare la produzione delle Melanzane o delle Zucche. L’esperienza mi ha insegnato che quasi tutti gli anni, ci sono orticole super produttive, altre senza infamia e senza inganno ed almeno una che può non produrre. Se si capisce che non è stagione, è inutile sprecare tempo ed energia. La natura, quando agisce, ha i suoi buoni motivi ma è sempre prodiga, mentre l’uomo è spesso avido e incontentabile.

Molti sono i preparati vegetali o sostanze naturali che si prestano come fitoterapici o anche come fertilizzanti, ma spesso non sono facilmente reperibili o disponibili nel luogo dove dimora o nei dintorni dell’orto, ma si possono acquistare. Intanto usiamo in primis i prodotti a portata di mano.

I macerati, gli infusi e decotti che più uso, vanno integrati nello spruzzatore con piccole quantità di sapone di marsiglia, (due g/litro). Il sapone di marsiglia ha anch’esso, un’azione limitante per alcuni insetti, ma in questo caso la dose appena indicata serve per rendere più adesive le soluzioni spruzzate. Per averli sempre disponibili i vegetali possono essere seccati e conservati.

Seccarli è semplice, basta porli a pezzetti su retini metallici che vanno posti in luoghi ben areati e non al forte diretto sole, girarle ogni tanto per evitare muffe. Appena ben secche conservarle in posti asciutti in buste di carta o tela in modo che ci sia traspirazione.

I fitoterapici vegetali, per la loro scarsa persistenza , vanno spruzzati ai primi accenni di attacchi e, ogni due/tre giorni con tempo asciutto, anche tutti i giorni se piove.
I vegetali che più uso sono: aglio, cipolla, ortica, pomodoro, peperoncino.

Aglio e Cipolla
Uso antiparassitario (afidi, cimici, mosca della carota, parassiti come il ragnetto rosso e preventivo per funghi)
Dose macerato: 8 grammi di bulbi schiacciati ogni litro di acqua
Dose decotto: 25 grammi di bulbi schiacciati ogni litro di acqua

Ortica
Uso antiparassitario (afidi)
Dose macerato: 1 kg di ortica fresca o 150 grammi secca ogni 10 litri di acqua. Tempo di macerazione 12/15 ore.
Uso fertilizzante
Dose macerato: 1 kg di ortica fresca o 150 grammi secca ogni 10 litri di acqua. Tempo di macerazione 7/8 giorni
Dopo averlo filtrato diluire 1 litro in 9/10 litri di acqua
Uso antifungino
Dose infuso: 30 grammi di foglie fresche o 5 di secche per litro (non va usato sui cavoli e famiglia)

Peperoncino
Uso antiparassitario (afidi o pidocchi)
Dose per macerato: 2/3 grammi per litro di acqua; Tempo di macerazione 7/8 giorni- Puo’ essere mescolato al macerato d’aglio.

Pomodoro
Uso antiparassitario (afidi e cavolaia)
Dose macerato: 2,5 kg di foglie ogni 10 litri di acqua; Tempo di macerazione 5 giorni
Dose decotto: 2,5 kg di foglie ogni 10 litri di acqua

Tra gli insetti fitofagi, ce ne sono alcuni che, anche negli orti di media grandezza, possono essere semplicemente raccolti e tolti a mano:
1) la dorifora della patata e della melanzana
2) le lumache e limacce (da raccogliere al mattino o sera)
3) la larva della cavolaia

 

LE ANNAFFIATURE

Più è corretta la quantità di umidità del terreno e del microclima, tanto più le piante saranno sane. Troppa acqua le espone ad attacchi di marciumi e altre crittogame, può far crescere troppo la chioma a scapito della fruttificazione e favorire lo sviluppo di troppe lumache e limacce.

Insalata canasta con annaffiatura a goccia
L’utilizzo di canne a cui legare il tubo forato consente di tenere il tubo ben diritto e distribuire in modo ottimizzato l’acqua

In carenza di acqua le orticole crescono poco, sono deboli e tendono ad andare a seme ancora piccole, ovvero invecchiano prima. Il miglior modo per annaffiare è l’impianto goccia a goccia.

In un’aiuola sinergica larga 100 o 120 cm ed alta dai 30 cm in su, ho constatato che il numero ideale di tubi è almeno tre, in quanto due possono essere insufficienti. Ovviamente la quantità di acqua da erogare va correlata alla stagione ed al grado di piovosità.

Nell’orto sinergico naturale la pacciamatura organica rende possibile il ‘compostaggio’ direttamente sul terreno, quindi molto importante è non far mai seccare troppo , soprattutto in estate, tale copertura, anche al fine di consentire lo sviluppo dei funghi. Pertanto i tubi forati dovrebbero essere preferibilmente posti sopra il pacciame o in alternativa se posti sotto, con il caldo ed in assenza di pioggia occorre bagnare la sostanza organica saltuariamente (almeno una volta al mese).

Le annaffiature, soprattutto in primavera inoltrata ed in estate, devono essere fatte in ore fresche per evitare stress da eccessivi sbalzi termici, che analogamente ai “raffreddamenti, o alle bronchiti umane” possono indebolire le orticole. Quindi dare acqua preferibilmente al mattino fino alle sette, o in seconda possibilità la sera dopo il calare del sole.

 

PROTEZIONI (dal freddo, caldo e dai venti)

I cambiamenti climatici determinati dalle fallaci attività umane, e le loro bizzarrie, sono sotto gli occhi di tutti. Possibile caldo estivo ad aprile e freddo a giugno non sono più una novità.

L’uso di protezioni come l’agritessuto e le reti ombreggianti proteggono le piante da eccessivi sbalzi termici
L’agritessuto o tessuto non tessuto mantiene meglio l’umidità e il tepore

Se la natura, per mantenere il suo complessivo equilibrio, decide di devastare una zona, noi uomini possiamo solo tentare di prevenire e ridurre i suoi effetti con protezioni o strutture più solide. L’unico compromesso nell’orto naturale, che ritengo accettabile, è l’uso di protezioni come l’agritessuto e le reti ombreggianti.

L’orto, se ben progettato ha un buon microclima che riesce ad attenuare o almeno a stemperare i repentini cambiamenti di clima. L’agritessuto o tessuto non tessuto, è molto utile per facilitare la germogliazione coprendo i seminati, in quanto mantiene meglio l’umidità e il tepore. Inoltre, entro il limite dei tre/quattro gradi nell’intorno dello zero, protegge le piante dal freddo e dai fastidiosi venti.

La rete ombreggiante, invece, è molto utile nei periodi caldi, quando anche le piante termofile entrano in sofferenza, oppure per proteggere le insalate e gli altri ortaggi che gradiscono temperature fresche ed hanno meno bisogno di intensa luce. Più di una volta, alle prime esperienze, il forte vento mi ha "sbracato" e danneggiato i Fagiolini e altre orticole rampicanti o con necessità di sostegni come i Pomodori, da allora rinforzo i sostegni legandoli a paletti laterali infissi profondamente nel terreno. Nel caso l’orto, e sarebbe l’ideale, non fosse protetto intorno da alberi o alte siepi, è bene prevedere pali con attacchi ai quali collegare velocemente una rete anti-vento a maglie strette.

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