La Raccolta

La raccolta è la fase più bella, il momento che premia il nostro divertente e sano lavoro. Gli ortaggi vanno raccolti non danneggiando le piante e nel momento giusto per gustare al meglio le loro qualità organolettiche, per utilizzare al massimo i loro principi nutritivi. Quindi, raccogliamo, consumiamo o congeliamo (quelli che si prestano), gli ortaggi prima possibile.

La raccolta cesti pieni di ortaggi
La fase più bella: la Raccolta

Alcuni ortaggi raccolti troppo giovani e immaturi, hanno poca sostanza e fruttano poco, altri troppo vecchi si induriscono e/o si riempiono di semi, (ad esempio le melanzane), altri come i pomodori possono essere raccolti a diversi stadi di maturazione.

Nelle Schede degli Ortaggi (in alcune), riporterò una nota sulla loro raccolta, intanto possiamo accennare ad esempio, per gli orti non grandi, alla tastatura ed alla mungitura.

I legumi come i piselli, le fave ed i fagioli devono essere raccolti appena il baccello si gonfia ed i semi arrivano al massimo della loro espansione, più si aspetta, più induriscono (a meno che non si voglia conservarli secchi a fine ciclo). Palpare con delicatezza i baccelli è il modo migliore per raccoglierli ancora teneri ed apprezzare la consistenza e grandezza del seme.

La cosiddetta mungitura si può utilizzare, soprattutto nei piccoli orti e nella coltura in vaso, per molti ortaggi da foglia come le insalate, le bietole, le cicorie, gli spinaci ed il cavolo nero toscano. Essa consiste nel tagliare solo le foglie esterne, in modo che possano continuare a crescerne altre ed in modo che si possa allungare un po’ il loro ciclo colturale ed aumentare la quantità raccolta prima del definitivo taglio della pianta.

La raccolta degli ortaggi che coltiviamo per l’intero cespo, come le verze, i cavoli, le endivie e lattughe etc, avviene tagliandole alla base del colletto ad uno due cm sotto il livello del terreno. Occorre precisare però, che per quanto riguarda ortaggi che ‘ricacciano’ germogli con facilità come le verze ed il cavolo nero toscano, si può tagliare il cespo alla cima del tronco lasciandolo con due, tre foglie esterne per garantire una pronta ripartenza e maggiore fotosintesi. Ciò consentirà di velocizzare la nascita e crescita di nuovi germogli, più piccoli di quello già raccolto, ma più numerosi ed altrettanto buoni.

FINE CICLO E RIUTILIZZO

La natura agisce costruendo e smontando i suoi lavori, trasformandoli ora da leggeri in pezzi pesanti o al contrario da pesanti in leggeri e fino in eteree sostanze come i gas.

Gli scarti della raccolta posso essere riutilizzati nel nostro orto sinergico naturale
Tutte le parti degli ortaggi che non utilizziamo vanno rimesse sul terreno in modo che possano seccarsi e degradarsi lentamente

Già, tra il 1700 ed 1800, l’eclettico filosofo e scienziato francese Lavoisier arrivo’ alla determinazione che la materia non si crea e non si distrugge ma si trasforma. Anche nell’orto naturale tutto viene riutilizzato, riciclato. Abbiamo già detto che la sostanza organica è indispensabile per rendere fertile la terra, quindi tutte le parti di ortaggi che non utilizziamo, tutte le piante a fine ciclo vanno rimesse sul terreno e tagliate in pezzi, in modo che non possano marcire velocemente e infettare altre orticole, ma seccarsi e degradarsi lentamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *