Semina e Trapianto

LA SEMINA

Far germogliare una pianta da un seme è creativo ed appagante. E’ dare vita. Per quanto possa sembrare facile interrare un seme, non sarà cosi’ per l’emergere delle piantine.

Fave nel terreno per la semina
Semina di fave

Per una efficace semina occorre tenere presenti più fattori concomitanti (Tabella di Semina):
- la qualità e vigoria del seme
- quantità di semi secondo il tipo di semina (postarella, riga, a spaglio)
- un suolo di medio impasto
- la temperatura giusta
- l’interramento alla corretta profondità
- umidità costante senza esagerare
- quantità di seme correlata alla superficie

Un acerrimo nemico della germogliazione è il vento che asciuga velocemente la terra e lo strato di aria immediatamente superiore. Ostacolano, inoltre, la germogliazione i terreni che quando asciugano fanno una crosta in superficie, che si può contrastare con la copertura di uno piccolo strato di sabbia.

Inoltre proteggere i seminati, in assenza delle condizioni ottimali, con coperture di agritessuto o altro, aumenta notevolmente il successo delle semine e consente di anticiparle in quanto mantengono meglio l’umidità e riducono la dispersione di calore.

Una regola di massima per la profondità di interramento è due/tre volte l’altezza del seme. La percentuale di germinabilità dei semi è tanto più alta, quanto i semi sono giovani e dipende anche dalle condizioni ambientali. Quindi, quando si acquistano semi, massima attenzione alla data di scadenza ed alla loro durata.

I tipi si semina più utilizzati sono a riga, a postarella ed a spaglio. Nel caso di semi molto piccoli, per spargerli meglio, si possono mescolare con sabbia o terriccio molto fini. Nell’orto naturale pacciamato, le semine che io trovo più agevoli sono del tipo a striscia, spostando il pacciame, molto indicata per le verdure da taglio, a postarella o buca, per i semi più grandi, mentre ritengo controindicata la semina a spaglio, proprio per la presenza di pacciame che costringerebbe a scoprire troppo terreno. Seminare in semenzaio garantisce più semi germogliati per l’auto produzione di piantine da trapiantare.

 

AUTO-PRODUZIONE PIANTINE

Piantine in vaso di fagiolini piselli e pomodori
Piantine varie in vasetti

Se abbiamo un po’ di spazio, per alcuni ortaggi, possiamo auto-produrci le piantine partendo da seme, anche per avere la certezza che al momento del trapianto siano ben vigorose e pronte per una rigogliosa crescita. Infatti piantine acquistate, che hanno dimorato troppo nei contenitori alveolari, pur rimanendo piccole per mancanza di terra, oramai occupata completamente dalle radici, possono essere già debilitate. Un modo per riconoscerle, oltre all’aspetto poco salutare, è il fusto duro che ostacola la crescita dei canali linfatici alimentati dalle radici.

Auto-producendoci le piantine possiamo anticipare la semina, con una serretta fredda o un posto protetto dai venti di nord coperto da teli o pannelli trasparenti di policarbonato, o di altro materiale come il vetro sintetico o Crilex, facilmente reperibili sul mercato. Se poi si ha l’intenzione di acquistare una serretta riscaldata la germogliazione anticipata e’ molto facilitata. Le serrette fredde possono essere riscaldate con fili di resistenze elettriche di diverse lunghezze e potenze, reperibili anch’esse sul mercato, insieme a semplici termostati per la regolazione della temperatura. Le serrette cosi’ equipaggiate, insieme ai cavi ed al termostato alimentati elettricamente, dovranno, ovviamente, essere ben protette dall’acqua piovana.

Per auto-prodursi le piantine occorre utilizzare un buon terriccio e dei contenitori alveolari multi-piantina (ne esistono di varie dimensioni) o quelli per singola pianta più grandi. Più la pianta è esigente e a completo sviluppo grande, più il contenitore deve essere ampio.

Questi vasetti possono essere direttamente seminati ed è il modo più veloce, o possono essere utilizzati con la rimpiolatura o ripicchettatura di piantine a radice derivanti da un semenzaio; in tal caso pero’ dovremo effettuare due trapianti, il primo con la rimpiolatura nel vasetto, il secondo in piena terra o nel vaso definitivo.

Nel caso avessimo le piantine nei vasetti da trapiantare, già pronte in congruo anticipo, rispetto alla preparazione del terreno, per evitare il loro invecchiamento precoce, o li spostiamo in vasetti più grandi, o li appoggiamo su sottovasi con tre quattro cm di terra, in modo che le radici, uscendo dai fori scola acqua, possano espandersi.

Prima di metterli a dimora definitiva, tagliare eventualmente le radici fuoriuscite dal vasetto. Oltre a consentire l’anticipo delle colture le piantine in vasetto possono compensare eventuali semine non germogliate e recuperare, per queste, il tempo occorrente per una nuova semina.

 

IL TRAPIANTO

Trapianto di un vasetto auto prodotto nel terreno
Il trapianto con pane di terra è meno traumatico per le piantine

Quando non seminiamo direttamente nel posto finale, e trapiantiamo le piantine con pane di terra, gli procuriamo un piccolo choc, anche se notevolmente inferiore al trapianto a radice nuda (oramai poco usato e traumatico per alcune famiglie come quella delle leguminose (fagioli, piselli, fave etc) e delle cucurbitacee (zucchine, meloni, cetrioli, anguria, zucca). Quindi occorre evitare di sommarne altri.

Nel seguito le cose che bisogna tenere presente:
- le piantine non devono essere troppo piccole ed avere almeno quattro/cinque foglie
- se le radici sono troppe lunghe e fitte accorciarle leggermente con una forbice tagliente
- effettuare il trapianto con clima temperato, di sera o di mattina, evitando le ore di sole cocente
- evitare una forte escursione termica tra la dimora provvisoria e quella definitiva, eventualmente abituarle al nuovo ambiente prima.
- trapiantare con le giuste temperature diurne e notturne
- Se il terreno è duro e grossolano nella buchetta mettere un po’ di fine terriccio
- non coprire con la terra i nuovi germogli e soprattutto il centrale
- far aderire con una leggera pressione la terra alle radici
- annaffiare bene

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