L’osservare nell’orto sinergico naturale in terra o in vaso.

Il modo di coltivare “tradizionale”, ovvero come facevano i miei nonni in campagna, e come molti preferiscono fare l’orto, prevede la periodica sarchiatura del terreno o estirpazione delle spontanee. Nel sinergico o comunque nei metodi di coltivazione naturale dell’orto domestico, dove non si usano pesticidi o concimi chimici, le erbe spontanee, pur da contenere tramite la pacciamatura, l’ombreggiatura e le riduzioni manuali, possono essere concorrenti e debilitanti le orticole, ma anche un aiuto e loro preziose collaboratrici.

L’uomo moderno, poco o nulla conosce delle favorevoli o sfavorevoli consociazioni orticole-spontanee (erbacce, malerbe), ma possiamo aiutarci con una puntuale e costante osservazione. Le piante sono come gli essere umani, se scoppiano di salute o sono deboli e malate, spesso riusciamo a vederlo o percepirlo dal loro aspetto, come nel successivo video, del mio orto in vaso, con le fave sopravvissute al forte, recente gelo (-7 gradi), ed in evidente netta ripresa.

Le tre foto successive di questo post, scattate in questi giorni, dimostrano che la consociazione delle piccole piantine termofile di basilico con una gradita spontanea piu’ vigorosa, e delle fave in vaso, con piu’ cosiddette “malerbe”, nate spontaneamente, in questa stagione invernale è positiva, in quanto le orticole in vaso, stanno molto bene e sembrano, IN QUESTI CASI,  gradire molto la compagnia scelta dalla natura.

Se vediamo che orticole e spontanee, sono ambedue floride, è probabile che si aiutino a vicenda in qualche modo, forse tramite i loro essudati radicali e/o la differente vigoria radicale o di capacità di fotosintesi, o per altri motivi. Perché allora estirparle? Solo perché la tradizione le considera sempre e comunque nemiche e noi non sappiamo dare tutte le risposte alle nostre domande?

Buona consociazione di erbe spontanee e fave
Esempio di fave in vaso inerbito

Nel coltivare sinergico naturale, anche in vaso, la regola da adottare sempre è “osservare, cercare di capire il contesto e solo dopo decidere se e come intervenire”.
Ovviamente, nell’osservare, occorre anche ragionare sulla prevenzione, al fine di non intervenire in ritardo.

Ad esempio se le spontanee ombreggiano troppo le orticole, le soffocano riducendo la luce ed impedendo quindi la fotosintesi o sono troppo competitive per analogo apparato radicale o stesse esigenze nutrizionali, occorre tagliarle o contenerle prima che le orticole soffrano e soccombano.

Non dobbiamo mai dimenticare che le spontanee, ovunque germoglino, sono coltivate dalla natura, mentre le orticole sono coltivate dall’uomo, e tra i due la natura è immensamente più brava e le spontanee molto piu’ forti.

Quindi, umilmente, e rispettando le sue leggi,  solo quando necessario e come suddetto, si contengono le spontanee, o tagliandole ad un paio di cm sotto la terra lasciando la radice, o riducendone la chioma, per favorire o dare un po’ di vantaggio alle orticole.

Altro esempio di utilità delle spontanee, è la necessità di protezione delle orticole dall’eccessivo sole e caldo. In tal caso, perché toglierle se riducono le troppe ore di fortissima insolazione, portano umidità in superficie dal sottosuolo e mantengono vitale la microfauna terricola?

In inverno perché strappare le basse erbe che proteggono il terreno e le radici dal gelo, se le orticole, come le fave delle foto, se ne avvantaggiano e crescono bene?

Nel frettoloso attuale mondo, anche quando non necessarie e addirittura dannose, troppo spesso si cercano pericolose scorciatoie per vivere meglio. L’uomo le cerca attraverso pillole omnicurative per se stesso, per gli animali e le piante (concimi chimici e pesticidi), mentre come affermava il grande Masanobu Fukuoka, saggio maestro di vita, il rispetto della natura e la sua buona osservazione è la prima e migliore guida per cercare di star bene. Ma per ben osservare occorre entrare in sintonia con la natura, capirne le intenzioni, non contraddirla, aiutarla e affiancarla nel suo percorso, ma soprattutto essere coscienti che cio’ che oggi vale nel mio ambiente e nel mio orto,  puo’ non valere tra piante diverse e in clima, ambienti e contesti diversi.

Chioma con fior di fava nel vaso inerbito
Chioma con fior di fava nel vaso inerbito
Vigorosa spontanea amica del basilico
Vigorosa spontanea amica del basilico
L’osservare nell’orto sinergico naturale in terra o in vaso.

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